E L I A N A mansonsilver@hotmail.com


Lasciamo ora la parola direttamente alle opere di ELIANA, con poesie tratte da dalla sua raccolta :


11-01-2004

ed ecco che il mare
fa l’amore con gli scogli
mentre vago
al momento in cui noi
li guardavamo ingenui
dormendoci accanto nudi.
Non comprendo
Questa mia rabbia sposata
All’inquietudine
E mi sento niente
Perché vorrei solo sfuggire
A tutto questo
Rimuginare di idee
Sovraffollate ed inquiete.
E chi sarà lo scoglio che mi prenderà tra le sue rive
Evitandomi i tagli?
Temo mi ritroverò come un astronauta che vaga
In uno spazio infinito
Senza tempo.....

dedicato a te piccolo amore mio

Io estremamente fragile
Fingo di essere forte
Per convincere me stessa di farcela.
E vorrei , bambino mio
Sentire il tuo odore
Ed averti già qui,
per non sentire più
la paura di perderti.
Mio grande atto di Amore
Per la vita.... questo sei tu.
Resta in me con gioia
Come il segno permanente di una ferita.
Resta in me ,
sorridimi e fai sorridere la mia vita.
Siamo tutti piccole parti
Di un progetto
E tu lo sei del mio
Dolce pargoletto.
Da quanto tempo attendevi di nascermi dentro?
Perché sei andato via
E tornato solo ora?
Qualunque sia la tua risposta.....
Resta.
Voglio vivere
In funzione di te
Per quel che resta della mia vita.

La tua mamma



al mio migliore amico

Mi manchi
Perché QUANDO ti vedo ,
anche solo per poco,
il cielo piangente mi dona un sorriso.
Mi manchi perché
da quando ti conosco
di Dio ho sfiorato il viso.
Mi manca lo sguardo
di pulita tenerezza che a me rivolgi.
Mi manca poterti sorprendere con poco
Ed io ti voglio bene
Con la dolcezza e la purezza
Che prova un usignolo per il mattino
E la rugiada per i fiori.
Ho bisogno di te
Perché a me sei simile,
perché mi fanno star bene la nostra Amicizia e Complicità.
Perché avverto ogni tuo stato d’animo
Anche quando sei fisicamente lontano.
Perché tra miliardi di sosia
Io saprei riconoscerti dai tuoi occhi.
Per il ‘’ capirsi ‘’ da uno sguardo,
perché sei la purezza che ho sempre sperato;
per il sorriso che sin dal primo momento mi hai donato.
Perché anche quando mi infliggi un dolore,
qualcosa mi sussurra di restare.....
Anche se so che di me ti importa poco,
non posso fare a meno d’Amarti come un padre,
di considerarti il mio migliore Amico
e di sperare di passare almeno qualche
ora a settimana con te.
Di sperare che ci sarai
Per il giorno che tu sai.
Di credere che non solo Io
A stare vicino a te
Ma anche tu a me.


Federico

E’ scesa la notte,
dietro il nostro passato
che siamo stati ‘’noi’’.
Tutto è andato,
ma vivo nella mia mente.
Il mio cuore non batte più,
batte solo il ricordo di ‘’noi’’.
Ho guardato la notte negli occhi...
due stelle splendenti
con la luce spenta.
Lo guardo senza te
E per me equivale all’inferno.
Il tuo odore
Lo sento ancora
Quando piango nella notte
E tu non sei più con me
Ad asciugarmi le lacrime.
Chi guarderanno i tuoi occhi?
In quale immenso si perderanno?
L’immenso per me
È perdermi nella tua anima
Accarezzarne le ferite
E guarirti baciandoti l’anima.
Levarti gli occhiali
Perdermi in te
Dormire insieme nudi senza peccato.....
Maledetta felicità,
preferirei non averti mai conosciuto,
perché il dolore di perderti
equivale a morire sotto sette ire divine,
sotto l’ira del mondo che muore.
Sono immagini di tenerezza dolente,
se soltanto vedo il tuo volto,
se soltanto ti guardo negli occhi...
se ti avessi con me
il mio cuore non soffrirebbe più pena.
Ci stiamo negando questa felicità reciproca
Vedendo ognuna l’altro che non fu mai.
Conoscevi ogni tratto del mio essere
Spiavi il vibrare di ogni incastro in me.
Potevi leggere con un solo sguardo quel che io sono
Là ,
dove occhio mortale entra astento.
L’anima,
nelle tue braccia d’angelo
riacquistava la sua pace
superando lo strazio.
A volte penso che
Sia meglio
Aprirsi una strada nel dolore
Che subirne tante
Per attimi di gioia che fuggono
Come te mia unica gioia perduta.


Olocausto scritto da me

Sono il fumo passato dal camino,/ sono la cenere nella polvere,/ero un uomo ,ero una persona,vivevo. / Siam morti ,siam morti ,il dolore ci ha colpiti, la morte avvolti in candide lenzuola./Ero una donna ,/ero felice, ed ora?/il mio bimbo arde nel fuoco di quel camino, diverrà cenere,la morte sostituirà le mie carezze.Ed ora una nuova vita dentro di me sembra voler sostituirlo;figlio mio ma non del mio popolo, figlio della violenza di un tedesco ,ora nascerà anch’egli per morire./Ero un ragazzo /scherzavo a fare l’uomo, il mio giardino di infanzia non prevedeva il gioco di un uomo al potere./Sono qui,/esposto al freddo della neve che ora mi è nemica nel triste sanguinoso natale ,/ricordo mi sia stata amica quando non congelava i miei piedi /ma su di essa lasciavo innocenti impronte, per poi tornare al calore del camino della mia casa.Ho 12 anni ma ne sono passati di più in me. Sono il bambino nato dalla violenza di questo regime ,un feto nato dagli stupri e dalle torture.Non mi faranno sopravvivere coloro che hanno resa vittima mia madre.Le hanno fasciato il seno,non mi può allattare, voglion vedere quanto a digiuno posso durare. Sono colui che si è gettato sui fili ad alta tensione .Non sopportavo più le torture sul mio corpo;non sopportavo il dolore che invadeva l’aria , la morte davanti gli occhi dopo il gioco dell’altalena di Boger..ho detto basta,il mio cuore è diventato apatico, la mia mente ferma alla strage…i miei giorni da libero…ho deciso di dormire. Sono le anime vittime dei carnefici del terzo Reich ,non volgiamo vendetta ,vogliamo giustizia.Ma quanta giustizia ci vuole per placare tanta giusta ingiustizia?/ Sono il carnefice ,non sono folle,ho razionalmente torturato, stuprato, ucciso.Ero fedele a ciò che mi è stato insegnato.Coloro che mi hanno guidato ,come me , non sono intelligenti,dunque han bisogno di distribuire terrore ed orrore per governare.Questo è il motivo per cui il mio regime è finito .Il terrore regnava guidato dall’orrore.Che importa usare l’intelligenza ,quando il mio perverso istinto vince su miliardi di esseri umani da me considerati inferiori?Sono cattivo,siamo cattivi e ce ne vantiamo.Guardate questi poveri stupidi ridotti a larve ,sottoposti a torture dettate dalle nostre fantasie ,guardate come soffrono!Mi fan sentire potente!Perché volete punire la mia potenza cercando inutili ‘’perché?’’.Sono incatenato eppure le vittime tremano ancora nel guardarmi. Siamo carnefici :’’muori davanti a noi, striscia per sopravvivere ed io ne sarò glorificato! Sono colui che si rifiutò di seppellire vivo il suo compagno.Mi hanno punito.Mi hanno fustigato,mi hanno chiuso nella cella nera dove ho quasi sfiorato la morte.Mi hanno torturato ma non mi pento d’aver subito per ciò in cui credo. Sono un superstite ,vivo ancora nel dubbio,ho ancora paura,il ricordo dell’incubo vissuto accompagna ogni mio giorno.Prima o poi sarò io a darmi fine,quasi come insita ormai in me,come un’automa la farò finita dandola vinta a coloro che non sono riusciti ad uccidermi fisicamente.Un tempo amavo la vita ,oggi la vita è una continua morte ed a quest’ultima affiderò il mio ultimo respiro. Sono il potere.Sono insito nella mente di stupidi capi carismatici che si servono di me per crearsi un tono.Sono capace di fare enormi danni in ogni secolo,in quanto sono immortale. Sono la morte vista come liberazione dalle vittime .Di solito gli esseri umani mi fuggono,ma nel dolore più estremo fui e sono richiesta come l’aria dall’asmatico,come la rugiada da un fiore. CORO;oggetti in pelle umana ,tavoli con supporti di femore ,ossa per le saponette,nulla di noi fu sprecato,tutto di noi hanno violato,neanche le ossa e le ceneri hanno lasciato.Con i capelli hanno fatto filtri ,con tutto ciò che ci apparteneva …..prima ci hanno uccisi nel cuore,poi nel corpo,infine nell’anima e nella mente. Siamo i campi di morte:’’stupidi ingenui uomini ,voi vittime vi siete costruiti da soli le tombe’’.Siamo luoghi ,non abbiamo colpe se nei vostri ricordi atroci nelle notti di dolore ,quando ancora vedete sangue e lo vedete sgorgare anche dalle mura sicure delle vostre case.Potevamo accogliervi ,vi abbiamo bruciati e segnati per la vita.Ma la colpa non è nostra ,i carnefici ci hanno usati.Venite ora a trovarci ,non vi faremo del male! Sono la storia sdegnata dai vostri atti.Sapete solo costruire dolore ,mi rifiuto di continuare ad essere insegnata ,dovrei essere un esempio,invece dono male a chi mi conosce. Sono la bontà,vorrei risiedere nel genoma umano.Purtroppo sono componente della minoranza ,dei pochi esseri dotati di sensibilità ed intelligenza a cui il potere sembra solo un meschino strumento di dolore e morte. Sono la cattiveria.Io vinco su tutti ,sarete miei schiavi,mi appartenete tutti. Coro:Siamo le vittime del terzo reich ,del Vietnam,di sparta ed atene ,del Kossovo,del dolore del mondo.Siamo le vittime del potere ,siamo in tanti,siamo in pochi,non importa perché ci siamo e perché siamo presenti.Perché fate finta di non vederci? ‘’Non metteteci nella cella nera ,dove facevano diventare ciechi gli intellettuali tenendoli mesi al buio.Cercate il sole ,noi vogliamo un poco di aiuto,non saremo noi a farvi del male ,ma la vostra indifferenza e la vostra superficialità. Siamo qua ,vi prego non ignorateci.Trasformate la cattiveria in affetto prima di distruggere il poco di bene rimasto.Salvate gli occhi di questi bimbi che vedranno lo scempio già avvenuto e che rifarete ancora.Non rubate loro l’infanzia e non rubateci quel poco rimastoci’’

Per il mio migliore amico Aldo

(DA OGGI DA ME SOPRANNOMINATO PETER PAN) 14/03/2005
TORNA PETER PAN
TORNA perché MI MANCA L’ARIA
ED HO PAURA.
SI , PETER PAN
Perché SEI DOLCE TANTO DA DESIDERARTI COME PADRE,
perché SEI A VOLTE INGENUO COSì TANTO DA CONSIDERARTI UN BIMBO
perché MI SAI FARE RIDERE
perché CI SEI ED IL MINUTO DOPO VOLI VIA
perché NON SAI STAR FERMO
PER I TUOI SILENZI DI CUI SOLO GLI OCCHI PARLANO.
Perché SPERO SEMPRE CI SARAI QUANDO TI CHIAMERò.
TORNA perché
IO MI SENTO UN CUCCIOLO DI ORSO
DISPERSO NELLA FORESTA
E TREMO AL PENSIERO
CHE IO COSì INGENUA ED INNNOCENTE
NONOSTANTE TUTTO Ciò CHE HO PASSATO,
POSSA RIUSCIRE A DAR VITA
ED A PRENDERMI CURA DI
UN ALTRO CUCCIOLO
CHE SPERO NON SI SMARRIRà COME ME.
NON IMPORTA QUANTO TU
SIA STATO FREDDO E DISTANTE,
QUANTO TU POSSA AVERMI FATTO MALE
IO VOGLIO BENE A TE,
COSì COME SEI.
SE FOSSI PERFETTO MI FARESTI PAURA.
NON IMPORTA SE A VOLTE
NON HAI TEMPO PER ME
MI IMPORTA SENTIRTI ACCANTO
MI IMPORTA CHE TU TORNI..
AVERTI COME MIGLIORE AMICO
E SENTIRTI ACCANTO
È COME SENTIRE UNA DOLCE PREGHIERA
È COME UN MOTIVO PER CREDERE DAVVERO.
Perché SE IO CHE SONO NULLA
HO IL PERMESSO DI ACCEDERE A TANTO
SIGNIFICA CHE DIO MI TIENE
TRA LE SUE BRACCIA.
TORNA perché HO BISOGNO
DI SERENITà,
DI STARE UN POCO BENE
DI NON AVERE Più PAURA DEL DOMANI.
SOLO SENTIRTI VICINO MI FA SENTIRE QUESTE SENSAZIONI.
IO NON SONO UN PERICOLO
IO SONO INNOCENTE.
E QUANDO CHIEDO UN ABBRACCIO
NON HO UN SECONDO FINE
MA SPERO DI TROVARE IN UN GESTO
COSì PROFONDO
LA PUREZZA E UN POCO DELL’INFANZIA CHE NON HO AVUTO.
TANTE VOLTE MI SON CHIESTA:’’ CHE SIGNIFICA ESSERE BAMBINI?’’
NON TROVANDO NIENTE DI PURO
Né UN ABBRACCIO , Né UNA CAREZZA,
SOLO UOMINI CHE VOLEVANO ALTRO DA ME
O MEGLIO DAL MIO CORPO
HO LASCIATO CHE TUTO DIVENTASSE NERO,
E NON INTRAVEDO Più I COLORI.
TUTTO è MUTO
IO NON ODO Più NULLA
IL SILENZIO AVVOLGE
I MIEI TRAMONTI E LE MIE ALBE
DI SOLITUDINE .
CON TE VICINO
COMINCIAVO A VEDERE I COLORI
ED A DIMENTICARE QUEL FRASTUONO DI SILENZIO.....
... TORNA PETER PAN....
STAMMI VICINO COME HAI SEMPRE FATTO
IO HO PAURA ED ORA
NON POSSO PERMETTERMI
DI FARLA SENTIRE
ALL’ALTRO CUCCIOLO
CHE DA ME NASCERà.....
...TORNA.....
TI VOGLIO UN UNIVERSO INFINITO DI BENE
LA TUA MIGLIORE AMICA SEMPRE E PER SEMPRE ED OLTRE.
ELYHIGHLANDER



PER TE

PER GAETANO
HO UDITO NEL SILENZIO LA TUA VOCE
SUSSURRARMI DI PIANETI IN CUI VIVERE DA SOLI.
DOLCE MELODIA DEI MIEI UNICI
ARMONIOSI RICORDI,
ODORE CONOSCIUTO E SICURO CHE ANCORA SENTO SU ME...
PERCHè SE APRO GLI OCCHI NON CI SEI?
HO PROVATO A DIMENTICARE I TUOI OCCHI
E SON FINITA NEL CERCARLI IN OGNI SGUARDO.
TU.... UNICO SOGNO DI VITA...
TUTTO è MORTO SENZA TE.
ERAVAMO DUE ANIME FUSE INSIEME
E TU IN ME SEI RIMASTO
COME NON CI FOSSE FINE...
NON SAPENDO DOVE FINISCO IO ED INIZI TU.
ANCORA VIVO IN ME,
COME IL PRIMO GIORNO.....
BRUCIA DOLOROSAMENTE LA TUA DISTANZA,
è LA MORTE DI OGNI SENSO IL TUO ABANDONO.
I COLORI DEI MIEI QUADRI
SONO DIVENTATI DI SCURI TONI
E LA MIA IMMAGINE
CHE VEDEVO RIFLESSA IN TE
SPARISCE DINNANZI LO SPECCHIO
DELLA MIA SOLITUDINE.
IL MIO SONNO
CON TE SERENO,
ORMAI è SVANITO
LASCIANDO IL POSTO ALL’ INSONNIA
ED AL PIANTO.
HO LA COLPA DI AVERTI PERSO,
LA SPERANZA DI RIVIVERE CON TE
UNA NUOVA VITA.
QUELLA VITA SCOMPARSA NEL TUO NEGARTI.
INCISO SEI NELLA MIA PELLE,
NELLA MIA CARNE,
INFONDO ALLA MIA ANIMA SCOLPITO è IL VOLTO,
IN OGNI MIO GESTO,PENSIERO E CREAZIONE.....
OGNI LUOGO è NULLO
perché IN OGNI LUOGO SONO STATA CON TE
E DI TE HA IL RICORDO COME IL RIFLESSO DI UN ETERNO ARCOBALENO.
SONO UNA TAVOLOZZA DI COLORI SBIADITI
IMMEZZO AL MARE DEL DOLORE..
E TU,DOLCE TRAMONTO SULLA SPIAGGIA,
MI OSSERVI PER POI SCAPPARE E DIVENIRE GIORNO.
MIA DOLCE COMPOSIZIONE MUSICALE,
POESIA SENZA LIMITI,
SPLENDIDA FARFALLA IMMORTALE,
GIGLIO CANDIDO NEL DESERTO.
SEI UNO SPLENDIDO PAESAGGIO
CHE NESSUNO PUò VIOLARE,
UN' OPERA D'ARTE TROPPO MELODICA
PERCHè OCCHI UMANI
POSSANO CAPIRNE IL SIGNIFICATO.
COSì LONTANO, MA TANTO VICINO DENTRO ME.
COME POTRESTI ANCORA AMARE UN NULLA COME ME?
DOLCE MIO SORRISO,
VORREI ANCORA RIDERE CON TE.
SOLO CON TE ERO ME STESSA SENZA DIFESE.
OGNI COLPA ED OGNI VERGOGNA
NON ESISTEVANO PIù..
LA TUA PUREZZA
ANNIENTAVA OGNI MIO MALE.
TENEDOMI PER MANO
MI HAI SALVATA DAL PRECIPIZIO
IN CUI ORA NUOVAMENTE PRECIPITO. TU CHE SEI L'AMORE.
MIO UNICO, IMMORTALE AMORE,
NESSUNO POTRà MAI SOSTITUIRE TE
IN QUANTO UNA SOLA VOLTA SI AMA
E PURTROPPO A ME è TOCCATO PERDERTI......



Poesia del 18/5/2003

sento che sta finendo il mio contegno
sento che sta finendo la mia vita.
Mi attornio del nulla
Per comprendere il cielo.
Tutto è capovolto
La morte è mia amica.
Volevo sentire la sua anima
Calarsi nella mia ombra tenebrosa
Per riempirla di luce.
Ora non sei più con me
E tutto è nulla
Perché tu eri tutto.
Ho versato le lacrime di un poeta
Senza poesie
Di un mattino senza rugiada.
Ho sete ho fame
Non ho te per riempire il vuoto
Che è la mia esistenza senza senso.
Eccolo lo vedo in lontananza
È il segnale che
Mi comunica che tutto è spento.
Sono nata all’inferno....
Perché Federico?
Perché hai donato a me il paradiso?
Lo hai fatto per poi ributtarmi nel fondo
Del mio niente?
Sento il tuo odore sulla mia pelle
Sento la tua anima lontana in me
Ma non sei qui a tenermi per mano a dirmi
Che ora sono al sicuro.



Sono una parodia

Sono una parodia
Il dipinto di un folle pittore,
la composizione di un musicista cieco,
la poesia di un cantautore perso,
il ricordo di una carezza,
l’amarezza del passato,
il pianto del cielo,
il nascondersi della luna,
una nuvola che prende forma
e poi si dissolve,
il giardino di un giardiniere monco,
la base di un forte impero,
le mura di cinta di un cuore
troppo ferito ormai per abbatterle.
Cuore nascosto dietro
Occhi di mare
Perso nel tramonto dei propri pensieri.
Sono la parodia di un folle
Torturatore che si diverte a vedermi
Morire poco a poco.
Voglio diventare una farfalla
Per vivere un giorno solo
Guardando il mondo solo
Nelle sue meraviglie.
Voglio vivere nel mio mondo idealizzando solo
Tra albe e tramonti di coscienza
…i miei cieli di schizofrenia....
Voglio perdermi nel silenzio
Senza percepirne il rumore
Quello dei miei pensieri.
Desidero
La gioia di una strana solitudine
Senza il bisogno di esterni.
Il groviglio di sangue e cicatrici
Di ciò che ha distrutto
Ciò che non ha così potuto nascere.
Ho visto un feto pensare
Senza sapere che verrà al mondo
Ed era felice.....
Tacerò perché è forse nel
Silenzio ciò che vorrei dirti
E che farà uscire la tua comprensione
Nascosta dall’indifferenza.


Spegnersi per sempre

candele spente come si spenge la vita,
il cui calore sarà un ricordo
ma mai più un vivere costante.
ogni parodia della vita è una morte apparente
e noI siamo giochi per innocenti assassini.
mi diverto ma non volgio e non mi piace,
dolore contraddittorio e feroce,
all’uncico scopo di eliminare il nulla che io sono.
a forza di autolesioni riesco ad addormentarmi.
odio ciò che sono diventata per sfuggire a ciò che odiavo essere
e divenre la cenere che il vento spazza via con rabbia.
io autunno di una persa vita
che ora giace nella tomba di ogni pensiero.



Tutti avevano la faccia del Cristo

"Tutti avevano la faccia del Cristo
nella livida aureola dell'elmetto
Tutti portavano l'insegna del supplizio
nella croce della baionetta
E nelle tasche il pane dell'Ultima Cena
e nella gola il pianto dell'ultimo addio".